Non voglio sapere se i parlamentari si drogano, voglio rimanere nel dubbio che le minchiate che dicono abbiano una spiegazione logica. — Crozza (via fedaccia) (via ciclotimia) (via batchiara) (via moluda)
Accadde in questo giorno: 5 Ottobre 1989.
Tenzin Gyasto, 14° Dalay Lama, viene insignito del premio Nobel per la pace.
Faccio un giretto a Firenze, “ritumblererò” lunedì…….ciao a tutti!
Clouds Collection 03 (via Kup Kup Land)
(via pacificcru)
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cheppalleee: stefigno: (via fuckyeahnature)
se quella notte, per divin consiglio, la Donna Rosa, concependo Silvio, avesse dato ad un uomo di Milano, invece della topa il deretano, l’avrebbe preso in culo quella sera, sol Donna Rosa e non l’Italia intera. — Roberto Benigni (via kindlerya) (via zuppadivetro) (via ontherailway) (via lalumacahatrecorna) (via onepercentaboutanything) (via clairefisher)
Sono le grandi cattedrali della terra, con i loro portali di roccia, i mosaici di nubi, i cori dei torrenti, gli altari di neve, le volte di porpora scintillanti di stelle.
Accidenti, questa mattina mi sono accorto di aver perso un “follower”.
Che delusione! Pensavo di aver stabilito un rapporto sul tipo barista-cliente, insomma , una cosa di quel genere tanto per capirci.
Vabbè, pazienza!
C’è qualcun altro in giro che gradisce un caffè?
quando mi tumblano i post, c’ho come dell’orgoglio patriottico. — abbecetumblr (via imod) (via placidiappunti) (via 3n0m15) (via adessolei)
Indie è l’abbreviazione di independent, cioè indipendente. Si parla di cultura, o sub-cultura, indie per riferirsi a quell’insieme di valori, comportamenti e stili di vita definiti dalla parola stessa come indipendenti, che si pongono consapevolmente al di fuori della cultura di massa. Il trend è presente in tutti i campi che riguardano la creatività: la musica, il cinema, il design.
Nella moda e nel design parlare di indie è parlare di artisti, artigiani e designer che rifiutano le produzioni di massa, finanziate o distribuite dalle grandi aziende, per concentrarsi su ciò che si può fare da soli, con le proprie mani e la propria creatività, magari con materiali di recupero. Do it yourself o DIY: fattelo da solo, crea, inventa, produci da te ciò di cui hai bisogno, un’etica/estetica che oggi è più attuale che mai. Chi acquista indie non cerca beni di consumo ma segni distintivi. Non ama gli articoli fatti in serie dai brand più famosi, ma vuole articoli originali, fatti a mano, unici.
Come leggevo in un articolo, e come è capitato a me, non importa se non hai mai sentito la parola indie, potresti essere già coinvolto in questo movimento: se decidi di creare da solo degli oggetti utili o artistici, e poi li vendi attraverso canali non convenzionali sei un indie designer anche tu! Le creazioni degli indie designer che si possono trovare in rete sono le più varie, ma tutte rivaleggiano (e secondo me superano) con i marchi più noti in creatività, qualità della manifattura, buon gusto. E’ incredibile quanto siamo disposti a spendere per un accessorio di una griffe famosa magari fatto in Cina, o da lavoratori clandestini, con materiali scadenti e che comunque può avere chiunque possa permetterselo, e come invece potremmo spendere decisamente cifre più ragionevoli acquistando prodotti fatti certamente a mano, spesso pezzi unici, creativi e belli.fonte: click!